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Eggers, il romanzo come presente

9780451493804_custom-5de66a6fa551233924bf67147a4c5a9211fdf8e6-s400-c85Il grande spazio americano è da sempre un luogo della mente, il territorio che terrorizzò e affascinò i pellegrini, quindi i pionieri e poi i dropout. Il ricorso alla natura intatta è un filo rosso: la conquista del West raccontata dal cinema; il battesimo delle parole operato da Whitman lungo la sua “open road”; il ritorno al fiume dopo la guerra del Nick Adams di Hemingway; l’ubriaco vagabondaggio dei beat; la pacata esplorazione di William Least Heat-Moon; lo squilibrato isolamento di Into the Wild. La wilderness, appunto, parola chiave fin dai primi testi, è insieme attrazione per l’ignoto, terra di conquista, ma anche fuga dal mondo e dalle responsabilità, una dicotomia che attraversa tutto il novecento americano, e se di terra desolata non ne resta granché ecco l’evasione verso l’avamposto a nord, la quasi Russia e quasi oblio – come si dice qui – che è l’Alaska.

È quello che accade nel nuovo, corposo romanzo di Dave Eggers, Heroes of the Frontier. Una madre in crisi sentimentale e lavorativa chiude baracca e burattini per scappare insieme ai due figli dal marito e dalla causa legale che l’ha spinta a vendere lo studio dentistico, puntando verso una terra che reputa incontaminata e in questo salvifica. È in crisi di mezza età, beve tanto e nutre uno spaventoso senso di colpa per la morte di un ragazzo finito in Afghanistan dietro suo consiglio. Lì al nord ha una specie di sorellastra, noleggia un camper scassato e, sebbene il paese sia devastato dagli incendi, lo attraversa in cerca di qualcosa che non riesce a definire. Un nuovo inizio, la felicità, la stabilità? Tutto questo e molto meno. Cerca qualcosa o qualcuno di sostanza, dice. Troverà personaggi strambi, scenari inaspettati, brutti incidenti. E poi confusione, dispersione, scombussolamento, ossia tutto quello che già alberga nella sua testa e nella sua famiglia. “Forse è questa la causa di tutte le nevrosi moderne, pensò lei, il fatto che non abbiamo identità stabili, non abbiamo certezze.” Si torna al punto di partenza: “Venivano dal nulla. Essere americano significa esser vuoto e un vero americano è completamente vuoto. Di conseguenza, tutto sommato, Josie era una vera grande americana”.

(Continua a leggere sul sito di IL.)

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I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?

cop.aspxRicordo bene il momento in cui ho letto L’opera struggente di un formidabile genio. Era la prima edizione, bruttarella, con una piccola diapositiva in copertina. Mi trovavo su un regionale diretto a Torino, bloccato in mezzo alla campagna, con il capotreno che si avventurava nei prati con il telefono in mano per trovare un segnale e il resto dei viaggiatori che imprecava in ogni lingua del creato, mentre io ci stavo molto bene dentro la sua storia. Per quanto così tragica, e così lontana dalla mia, quella vicenda mi stava aprendo nuove e semplici prospettive per scrivere qualcosa e di lì a non molto riuscii a terminare il mio primo romanzo. Grazie tante, Dave. Non potevi lasciarmi in pace?

Ad ogni modo da allora torno periodicamente a Eggers: è diventato uno degli autori più famosi del mondo, ha gestito il successo in modo egregio, ha scritto libri più o meno belli. Bla bla. Si sa già tutto. Un annetto fa ho scritto di Your Fathers, Where Are They, And the Prophets, Do They Live Forever? per il magazine del Sole 24 Ore e poco dopo Mondadori mi ha scritto per propormene la traduzione, senza nemmeno sapere che l’avevo appena recensito. Quel che si dice trovarsi. E ritrovare, in modo nuovo, uno scrittore con cui aveva portato avanti un rapporto, che ne so, abbastanza speciale. Be’, è stato divertente. E ora il libro è uscito.

Qui c’è la mia recensione, un po’ strampalata.

Qui un’intervista a Dave Eggers stesso, tratta dal sito di McSweeney’s.

Qui la scheda sul sito dell’editore.

E qui un pezzo molto interessante dove Giacomo Buratti traccia un parallelo con un altro libro a me caro, La cura dell’acqua.

Buona lettura!

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Io sono la droga – IL

DeliciousFoods

(Ho recensito il nuovo romanzo di James Hannaham su IL – magazine del Sole 24 Ore, prendendo a prestito la voce di un suo personaggio.)

Ciao, mi chiamo Scotty e questa storia la racconto io. Cioè, non proprio tutta. Di una parte s’è occupato ‘sto tizio che si chiama James Hannaham, un tipetto nero – ops, afroamericano. Sul suo sito si definisce «autore, artista concettuale part-time, scrittore o qualcosa del genere. Forse romanziere, ma anche giornalista, insegnante e performer saltuario… Che ne so? Specialista della prosa?». Ecco, ce l’hai presente? È il tipo di falsa modestia che cerca di evitare la spocchia: niente manina sul mento, niente aria seriosa. Uno si definisce «specialista della prosa» e finisce col diventare «specialista della posa», involontaria. A furia di modestia, diventi uno scrittore modesto. Ma non è questo il caso. Ho la lingua sciolta, lo so. Tutta colpa di Hannaham (sì, sono un suo personaggio, più o meno, ma esisto da sempre) (sì, “Scotty” è un espediente) (no, non ve lo dico chi sono). Comunque, ‘sto ragazzo scrive bene e se non vi fidate di me, ché pure sono una persona di sostanza, potete credere a Jennifer Egan. Qualche parola a caso del suo parere: “avvincente”, “toccante”, “urgenza”, “libertà”, “sopravvivenza”. Roba buona per voi democratici. Come Dave Eggers. Sentiamo il suo: «Un libro di stupefacente –hey, Dave: are you talkin’ to me? – originalità e potenza». Oh, mica hanno torto questi succhiotti che nell’editoria un tempo chiamavano soffietti.

(Continua a leggere sul sito del Sole 24 Ore.)

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Ho rapito Dave Eggers – IL

BookMR  Sveglia.

DE  Oddio. Dove sono?

MR Su IL.

DE  …

MR È il magazine de Il Sole 24 Ore.

DE  Ma cos… Perché?

MR Il sonnifero t’ha rintronato? Non hai scritto un libro?

DE  Nove, ne ho scritti.

MR Dove non poté il cloroformio, poté la vanità. Parlavo dell’ultimo. Non Il cerchio, che è uscito per Mondadori. Quello nuovo. Il titolo almeno te lo ricordi?

DE Your Fathers, Where Are They? And the Prophets, Do They Live Forever?

MR Bravo, io non ce l’avrei fatta. Una cosina appena pomposa. È la Bibbia, vero?

DE Vecchio Testamento, il profeta Zaccaria.

MR Immaginavo.

DE Cosa vuoi?

MR Parlare, Dave.

(Continua a leggere sul Sole24Ore.)

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