Hip-hop postmoderno – IL

51gc1HCCV8L._SY344_BO1,204,203,200_Potrà sembrare incredibile, visto che sono nero, ma non ho mai rubato niente». Comincia così, con la prima di una lunga serie di battute, il quarto romanzo di Paul Beatty, forse uno degli scrittori più grandiosamente comici degli Stati Uniti. Già apparso con Tuff e la sua banda da Mondadori e con Slumberland da Fazi, in Italia non è ancora riuscito a trovare il riscontro che merita, in parte per questioni di contesto (razza, politicamente corretto, comunità afro-americana) e in parte per ragioni di traduzione (la lingua di Beatty è un ottovolante tra alto e basso, che non solo usa a fondo lo slang, ma ci ironizza e lo rovescia di continuo). Forse questo nuovo romanzo – ma romanzo sarà sufficiente? stand-up novel? rap of consciousness? come chiamarlo? – dal titolo The Sellout (Farrar, Straus and Giroux) aiuterà a far conoscere meglio questo talento.

(Continua a leggere sul sito del Sole 24 Ore.)

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